Il fegato grasso (accumulo eccessivo di trigliceridi all’interno delle cellule epatiche) può essere definito nemico “subdolo ed invisibile” perché, nella maggior parte dei casi, non presenta alcun sintomo per anni.

Il fegato non possiede terminazioni nervose sensoriali del dolore nella sua struttura interna, quindi la patologia non da sintomi evidenti per anni.

Spesso ci si accorge della sua presenza solo casualmente; tramite ecografie addominali ove il fegato viene descritto come “brillante-chiaro-addensato” o attraverso esami del sangue che mostrino transaminasi elevate.

Nel nostro paese la condizione di fegato grasso interessa una persona su tre (conseguenza dello stile di vita scorretto, sedentarietà – sindrome metabolica).

Se ignorato il fegato grasso può evolvere attraverso diverse fasi:
1. Steatosi semplice:
il grasso si accumula nelle cellule epatiche senza dare infiammazioni.
2. Steatoepatite (NASH)
Il grasso innesca uno stato infiammatorio cronico che inizia a danneggiare le cellule epatiche.
3. Fibrosi – Cirrosi – Tumori epatici:
il tessuto sano viene gradualmente sostituito da tessuto cicatriziale.

Nel tempo può essere compromessa la funzionalità dell’organo in modo irreversibile.

Campanelli d’allarme:
seppure asintomatico nelle fasi iniziali di infiammazione nella progressione possono comparire segnali generici e facili da confondere:

  • Stanchezza persistente ed affaticamento cronico ingiustificato.
  • Senso di pesantezza o lieve fastidio localizzato nella parte superiore destra dell’addome.
  • Aumento della circonferenza addominale (grasso viscerale) che non sempre si associa ad una evidente obesità.

Può interessare anche persone apparentemente magre ma che accumulano grasso viscerale attorno agli organi interni.

Principali fattori di rischio:
l’accumulo di grasso nel fegato è strettamente legato allo stile di vita e a disfunzioni metaboliche scatenanti:
A. Sindrome metabolica
Presenza di obesità addominale (grasso viscerale), ipertensione, insulino-resistenza, colesterolo e trigliceridi alti, diabete tipo 2.
B. Alimentazione scorretta:
Dieta troppo ricca di zuccheri semplici, carboidrati raffinati, grassi saturi, cibi ultraprocessati.
C. Sedentarietà
D. Abuso di alcol:
questo causa una forma specifica di steatosi

Cosa fare?
La buona notizia è che nelle sue fasi iniziali (steatosi e steatoepatite prima della cirrosi), il fegato grasso è una condizione reversibile

Iniziative:
Parlare con il Medico di fiducia per impostare un percorso diagnostico che si basa su:

  • Esami ematosierologici
  • Ecografia addominale con particolare attenzione alla morfologia, al volume ed all’ecostruttura del fegato, per segnalare, con i limiti della metodica, il grado di steatosi.
  • Elastosonografia epatica per evidenziare l’assenza o la presenza di fibrosi.
  • Intervento nutrizionale per ridurre, in modo progressivo, il peso corporeo.
  • Programmare idonea attività fisica moderata ma costante nel tempo.

Presso lo studio si può prenotare:

Come prenotarsi:

  • Fronte Office presso lo studio
  • Telefonicamente allo 0984/465173 – 348/3706023
  • Online: compilando l’apposito modulo nella pagina di prenotazione – sito Studio Sammarra
  • Tramite piattaforma “MioDottore” scegliendo il medico e la prestazione

Le notizie di cui sopra rivestono caratteri generali e non hanno intenzione di sostituirsi ai consigli e prescrizioni del Medico di fiducia o dello specialista.

Per informazioni o prenotazioni:
Studio Medico Sammarra
Via Giorgio De Chirico 89/C – Saporito di Rende (CS)
Telefoni: (+39) 0984 465176 – (+39) 348 370623
E-Mail: [email protected]
Sito Web: www.studiomedicosammarra.it

Progetto “Prevenzione è Salute”
Responsabile dr Cosmo Sammarra

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