IL CAPEZZOLO SI E’ RETRATTO
Se si nota un rientramento anomalo del capezzolo, ma manipolandolo con le mani si riesce a farlo ritornare nella posizione naturale, probabilmente non c’è da preoccuparsi. La retrazione può essere conseguente al cedimento dei tessuti posti dietro all’aureola oppure causata da infiammazioni avute in passato o a interventi chirurgici. Il capezzolo introflesso può essere però anche sintomo di un papilloma oppure, in una piccola percentuale di casi, di un tumore, formatosi nella parte più superficiale della ghiandola mammaria.

SECREZIONI SCURE DA UNA SOLA MAMMELLA
Secrezioni scure o marroni, che fuoriescono da un solo seno, necessitano di un consulto medico. Nel 90% dei casi segnalano la presenza di un papilloma, una lesione di natura benigna, dalla forma simile a un piccolo cavolfiore, che si può formare nella parte finale dei dotti galattofori oppure hanno altre cause benigne come una forte infiammazione. Nel restante 10% possono essere il campanello d’allarme di un tumore maligno. Le secrezioni sono marroni quando il sangue è mischiato a siero, rosso vivo se sono formate solo da sangue. Per diagnosticare il papilloma si ricorre alla galattografia (o duttulografia), un esame radiologico dei dotti mammari che si esegue iniettando nel capezzolo un mezzo di contrasto idrosolubile, completato da una biopsia. Queste formazioni hanno una bassa probabilità di trasformazione maligna e l’eventuale asportazione chirurgica viene valutata dal senologo.

SECREZIONE BIANCA DAI CAPEZZOLI
Nel caso di secrezioni anomale dal capezzolo, è importante osservare la densità ed il colore del liquido, nonché le mammelle interessata (una sola o entrambe). Che siano spontanee o provocate manualmente dalla spremitura del capezzolo, le secrezioni mammarie sono normali in gravidanza e allattamento, quando l’ipofisi (ghiandola situata alla base del cranio ) secerne l’ormone deputato alla produzione del latte materno (la prolattina). Negli altri casi le secrezioni dal seno sono dovute quasi sempre a fenomeni funzionali passeggeri e innocui. Un’altra ragione possibile è un aumento eccessivo della secrezione di prolattina a causa di un’alterata funzione dell’ipofisi dovuta per esempio ad alcuni farmaci o a problemi alla tiroide o ai reni. Tutte queste condizioni si caratterizzano per le secrezioni biancastre o gialle e piuttosto liquide, che interessano entrambi i seni. Se l’esplorazione manuale da parte del medico di famiglia o dello specialista di fiducia evidenzia altre alterazioni (noduli, infiammazioni o sangue) si eseguono altre indagini.

FITTE CONTINUE CHE SI IRRADIANO ALLE BRACCIA
Quando il dolore è costante e non è legato al ciclo mestruale oppure compare in menopausa, può essere di tipo riflesso come per esempio da un’artrosi cervicale o infiammazione dei nervi intercostali. Anche un trauma alla colonna vertebrale o l’uso eccessivo o scorretto del grande muscolo pettorale può provocare un dolore che arriva alla mammella.

GONFIORE E TENSIONE DURANTE L’ALLATTAMENTO
La mastite acuta, cioè le infezioni della mammella nelle donne che stanno allattando, sono frequenti. Derivano da un’infezione del tessuto fibroso situato tra i lobuli (le piccole sezioni che formano la ghiandola mammaria) e si manifestano con dolore, gonfiore, arrossamento, calore alla palpazione, tensione, talvolta febbre e secrezioni dal seno. Se l’infiammazione è importante può svilupparsi anche un ascesso mammario che si cura con gli antibiotici ed antinfiammatori per bocca; l’ascesso, se di grosse dimensioni viene inciso e aspirato. Per i disturbi sopra segnalati può essere sufficiente una visita dal Medico di fiducia (Medico curante o lo specialista dello studio) che risale alla causa del problema e trova la cura più idonea.

Le notizie di cui sopra rivestono un carattere generale e non vogliono sostituirsi ai consigli e alle prescrizioni del Medico di fiducia (Medico di medicina generale o lo specialista della materia).

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