Cap. 2: Check-Up cardiologico personalizzato

Abbiamo cercato di tracciare un programma personalizzato in base all’età.

Trova la tua fascia d’età e scopri questo programma!

Prima di intraprendere questo percorso è doveroso un’attenta riflessione sullo stress che rappresenta il nemico numero uno delle donne: molte donne non sanno che il loro cuore è più fragile nei confronti dello stress, un nemico con cui un pò tutte, nel tentativo di far quadrare vita familiare e lavoro, si ritrovano oggi a fare i conti. Sono soprattutto gli stress acuti i più temibili: la perdita di una persona cara, la fine di una storia importante, un licenziamento o conflitti sul posto di lavoro, possono innescare addirittura la sindrome del “cuore infranto”, che colpisce le donne nove volte di più degli uomini. Si manifesta con tutti i classici sintomi dell’infarto e anche se le coronarie non sono ostruite e non ha esito fatale, è un evento da cui il cuore non ne esce indenne. Un recente studio pubblicato sul Journal of American College of Cardiology ha dimostrato che il 57% delle donne sottoposte a forte stress ha una riduzione dell’afflusso di sangue al cuore e che in queste situazioni le piastrine femminili hanno la tendenza ad aggregarsi di più e quindi a formare le placche che possono ostruire le arterie e facilitare gli incidenti cardio vascolari. Inoltre, quando le donne sono sotto pressione, nel loro organismo aumentano i tassi di cortisolo e di catecolamine, ormoni che danneggiano silenziosamente le arterie, aumentano la pressione, aggrediscono l’endotelio dei vasi, riducendo la capacità delle arterie di dilatarsi, minando quell’elasticità che è amica di una buona circolazione.

DONNA A 30 ANNI

Fai il paptest e salva anche le tue coronarie. Secondo uno studio americano condotto su 2450 donne, c’è una relazione fra l’azione del virus Hpv e le malattie cardiovascolari. L’ Hpv attiverebbe, infatti, la proteina oncosoppressiva p 53, causando un’accelerazione dei processi arteriosclerotici. In effetti certi tumori sono in grado di attivare o disattivare dei geni, accelerando dei fattori di rischio cardiovascolare, come l’equilibrio fra colesterolo buono e cattivo. Questo meccanismo può essere innescato dal papillomavirus: stanne alla larga usando sempre il preservativo nei rapporti sessuali, facendo il paptest ogni anno (senza mai saltarlo) e se fosse positivo intraprendere le cure adeguate. Fuma meno e misura la pressione: dire di non fumare è banale, farlo è un’impresa! Per lo meno ci si deve sforzare di scendere sotto le tre sigarette al giorno, anche se sappiamo che anche tre sigarette / die incidono sulla placca arteriosclerotica e pertanto su circolazione e cuore. L’altra cosa importante è misurare la propria pressione; la pressione sopra i parametri max di normalità (massima 140- minima 90 mmHg) è un fattore di rischio, rappresenta l’inizio di una “disregolazione” che poi non si tiene più sotto controllo, se non con i farmaci. Se invece ci si accorge ai primi segnali che la pressione tende ad assumere valori alti, si può intervenire con efficacia: basta, infatti, svolgere regolare attività fisica e controllare che il peso sia normale, per riportarla nei parametri di sicurezza. Ricordiamoci che più la pressione è bassa meno soffre il cuore: una donna che ha una pressione 90/60 può stare benissimo. Quando si entra nei periodi caldi, in queste condizioni si possono avvertire stanchezza, pallore, giramenti di testa; in questi casi bisogna bere di più, fino a 3 litri di acqua al giorno, fa bene anche il the perché è uno stimolante.

DONNA A 40 ANNI

Il nemico numero uno del tuo cuore in questa fascia d’età si chiama sindrome metabolica; significa che il tuo metabolismo sta remando contro la tua salute. Ha questo problema chi colleziona 3 di questi 5 fattori di rischio sottoelencati:

1) avere la pancia (si parla di obesità addominale o grasso viscerale se la tua circonferenza, misurata a metà fra l’ombelico e le anche, supera gli 85 cm)

2) glicemia alta a digiuno ( sopra i 100 mg/dl)

3) la pressione sopra i 140/90 mm Hg

4) il colesterolo buono ( HdL) sotto i 50 mg/dl

5) trigliceridi sopra i 150

In presenza di tutte o alcune delle condizioni sopra elencate la prima cosa da fare è fissare una visita cardiologica (la prima comunque, non andrebbe rimandata dopo i 40 anni). Bisogna, inoltre, puntare sull’attività fisica: bastano 3 mesi di allenamento per aumentare il colesterolo buono e ridurre quello cattivo, indipendentemente dal fatto che tu sia a dieta o no. Si consigliano tutte le attività aerobiche, dal nuoto alla corsa, dalla bici alla camminata a passo sostenuto. Bastano 30 minuti cinque volte la settimana.

DONNA DAI 50 ANNI

Dopo la menopausa il tuo apparato circolatorio perde quell’eccezionale scudo protettivo che sono gli estrogeni, i quali, fin qui, hanno compensato gli errori che puoi aver fatto in passato. Ciò significa che, se non hai investito in prevenzione negli anni precedenti, puoi avere la pressione più alta, meno colesterolo buono, problemi con la glicemia in quanto l’insulina è meno efficiente nel suo lavoro di metabolizzazione degli zuccheri. Sarebbe opportuno rivolgersi ad un medico ginecologo per concordare una terapia ormonale sostitutiva, valutandone tutti i possibili rischi o iniziare con i fitoestrogeni che potrebbero funzionare anche da cardioprotettori. Inoltre, per salvaguardare il tuo cuore regalati un sonno ristoratore. Lo raccomandano molti studi: chi dorme meno di 7 ore e mezza per notte ha un rischio cardiaco più alto. Secondo la Duke University, le donne che impiegano più di mezz’ora ad addormentarsi o si svegliano spesso hanno livelli di sostanze correlate al diabete e malattie cardiache più alte. In mancanza di riposo il cuore è più soggetto a stress. Si può capire se sono stati superati i livelli di guardia quando, nei momenti di riposo o a letto prima di dormire, si ha la percezione di “sentire il cuore che batte”: non è un’aritmia ma il primo segnale che il sistema nervoso preme troppo sull’accelleratore.

Riassumendo – i 6 esami davvero importanti per poter giocare d’anticipo sono:

1) Colesterolo: lo devono monitorare tutte le donne dopo i 20 anni, va ripetuto ogni 3 anni; più spesso se sei a rischio. Si misura con l’esame del sangue che quantifica i tuoi valori di colesterolo buono (HDL) e di quello cattivo ( LDL). Bisogna mantenere il colesterolo totale sotto i 200, con HDL superiore a 50. I valori tendono a modificarsi con l’età, con l’alimentazione e con l’attività fisica.

2) Glicemia: ogni donna sopra i 40 anni deve fare questo esame; va ripetuto con cadenza annuale e più spesso se i valori dell’esame superano i 100. La glicemia misura i livelli di zucchero nel sangue e la eventuale predisposizione al diabete. E’ importante non superare i limiti della glicemia soprattutto nella fase della menopausa, quando cioè nell’organismo si innescano importanti cambiamenti metabolici.

3) Trigliceridi: questo esame lo devono fare tutte le donne sopra i 40 anni. I valori dei trigliceridi sono espressione dei grassi che derivano dagli zuccheri e fanno parte dei grassi circolanti. Tenere sotto controllo i trigliceridi (sotto i 150) è importante perché è uno dei fattori della sindrome metabolica.

4) Pressione sanguigna: la devono misurare tutte le donne almeno due volte all’anno; più spesso se in gravidanza, se soffri di diabete o hai già avuto la pressione alta. Scopre se la pressione all’interno della circolazione è ottimale (sotto i 140/90 mm Hg).

5) Check-up cardiaco: Visita cardiologica – elettrocardiogramma-ecocardiogramma, dopo i 40 anni va eseguito almeno ogni 2 anni; ciò soprattutto se si avvertono palpitazioni, battiti che saltano, cuore che corre troppo, affanno, dolore al petto.

6) Stress-test: lo dovrebbe fare chi ha molti fattori di rischio o sintomi manifesti di un disturbo cardiaco. Questo esame va sempre concordato con lo specialista; si fa pedalando su una bicicletta e quindi l’attività cardiaca sotto sforzo viene valutata da un elettrocardiogramma. Le donne tendono ad avere più spesso falsi positivi durante il test, probabilmente per influenza degli ormoni. Il medico può abbinare un esame (ecocardiogramma) che registra l’immagine del cuore prima e dopo lo sforzo.

QUANDO IL PRIMO CHECK-UP?

La prima visita cardiologica va messa in nota tra i 40 e i 48 anni e quindi prima dell’arrivo della menopausa, soprattutto se il girovita supera gli 88 cm, se si è sedentarie o se si fuma. L’appuntamento va anticipato a 38-40 anni se nella propria famiglia c’è chi ha sofferto di malattie cardiache o se si ha più di 2 dei fattori di rischio elencati. Per saperne di più leggi “L’infarto al femminile” o prenota una visita specialistica cardiologica.

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