Nel corpo femminile, il seno è l’organo che più di tutti risente dei cambiamenti e delle stagioni della vita, la cartina di tornasole dello stato di salute della donna e della fase che sta attraversando.

Dall’adolescenza alla menopausa, passando per la gravidanza e l’allattamento, le mammelle subiscono continuamente variazioni di forma, consistenza e volume.

Anche se la maggior parte delle volte si tratta di modificazioni normali, tensioni o dolore al seno, oppure noduli o secrezioni del capezzolo sono sempre motivo di allarme tanto che, questi disturbi rappresentano la ragione di circa 17 milioni di visite mediche all’anno. Fortunatamente, in più del 90% dei casi questi sintomi hanno una causa benigna.

Dolore prima del ciclo:
Tra i disturbi del seno, il motivo principale di ansia per le donne è il dolore. Tuttavia, solo in una piccola percentuale di casi questo sintomo segnala la presenza di qualcosa di serio; nelle donne in età fertile, l’origine del dolore è quasi sempre di natura funzionale, legata cioè alle fluttuazioni ormonali del ciclo mestruale.

Uno studio effettuato su mille donne con dolore al seno ha dimostrato che solo nello 0.4% dei casi la causa del problema era un tumore, nel 12% dei casi si trattava di lesioni benigne ed in tutti gli altri il dolore era legato al ciclo mestruale (mastalgia ciclica).

Compare nella seconda metà del ciclo ed è causato dalla particolare tensione a cui è sottoposto il seno nei giorni che precedono l’inizio delle mestruazioni, per via dell’aumentato afflusso di sangue alla ghiandola mammaria.

Il dolore è diffuso, interessa quasi sempre entrambe le mammelle ed il più delle volte si associa ad altri disturbi come mal di testa, dolori pelvici ed alla schiena, gonfiore ed irritabilità, un quadro conosciuto come “sindrome premestruale”; più frequente nelle donne giovani, può comparire con diversa intensità o non essere sempre presente, tende a scomparire con la fine del flusso mestruale e non richiede alcuna cura.

Il nostro studio mette a disposizione delle pazienti:

  • visita senologica da parte di un senologo (oncologo o radiologo)
  • ecografia mammaria
  • elastosonografia delle immagini nodulari

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