Nella vecchiaia gli organi soffrono in silenzio, sembra abbia detto una volta Jean Martin Charcot, celebre medico francese, e indubbiamente non è infrequente trovarsi di fronte, nelle persone anziane, a infarti del miocardio non accompagnati da dolore o fratture sconosciute.

La verità contenuta nell’affermazione di Charcot non può avere che una duplice conseguenza sul comportamento delle persone che a vario titolo stanno attorno agli anziani:

  • non perdere occasione per valutare criticamente il reale stato di salute del soggetto in età avanzata, anche quando apparentemente non presenta malattie di una qualche entità
  • valorizzare, con molta solerzia, anche la più lieve sintomatologia, sempre chiedendosi se essa non esprima una forma morbosa più grave di quanto i segni oggettivi e obiettivi non sembrino dimostrare.

Nell’esistenza dell’anziano vi sono almeno tre principi guida insieme assai semplici e impegnativi:

  1. Mettersi bene in mente che la vecchiaia non è una malattia e che l’espressione comune “malato di vecchiaia” è del tutto priva di fondamento: l’anziano non è ammalato perché è vecchio, bensì perché lo ha colpito un aspecifica forma morbosa che il più delle volte può anche essere diagnosticata con buona approssimazione e convenientemente curata.
  2. È opportuno ricordare sempre che, nell’anziano, con molta frequenza si verificano contemporaneamente diverse malattie, per cui l’approccio diagnostico può risultare notevolmente difficile e le decisioni terapeutiche richiedere molta meditazione per evitare di eccedere in prescrizioni spesso contraddittorie. Le difficoltà emergono non soltanto per il verificarsi contemporaneo di due o più specifiche malattie organiche, ma soprattutto per la consistenza di complesse situazioni psicologiche, familiari, sociali, che complicano l’individuazione e la gestione dei malanni fisici, per cui è necessario, nella valutazione dell’anziano in generale, e di quello malato in particolare, tener conto dell’ambiente e delle circostanze nell’ambito delle quali si trova a vivere.
  3. È sempre opportuno tener conto del fatto che se è vero che la vecchiaia non è una malattia, è anche vero che i processi di invecchiamento possono influenzare, in modo notevole, l’insorgenza ed il decorso di una malattia, per cui una stessa malattia si manifesta, in modo diverso in un giovane rispetto all’anziano; più precisamente, nell’anziano può verificarsi un decadimento del sensorio, per cui molti stati patologici risultano più poveri di sintomi di quanto non sia dato di osservare nei giovani, cosi che un’ulcera duodenale acuta, per esempio, che nel giovane dà spesso luogo a manifestazioni dolorose rilevanti, nell’anziano può manifestarsi soltanto come un vago malessere. Una volta formulata una diagnosi, con tutte le cautele che la patologia multipla e le condizioni accessorie impongono, contrariamente a quanti molti ancora pensano, le possibilità terapeutiche sono complessive.

FUNZIONI DEI FAMILIARI
La funzione dei familiari, nei confronti dell’anziano, è particolarmente importante non soltanto nella condizione di malattia conclamata ma, soprattutto, nella valutazione preventiva di eventuali stadi di malattia non ancora affermati.

L’OPERA DEL MEDICO NELLA PERSONA ANZIANA
È essenziale, perché egli soltanto, sulla base di un attento esame individuale, può decidere gli esami diagnostici più opportuni per chiarire una determinata situazione anche di apparente salute.
La patologia della vecchiaia molto spesso non da manifestazioni immediatamente percepibili; ma i danni che può provocare sono spesso molto rilevanti, soprattutto per quanto riguarda la validità psicofisica, anzi, accanto a malattie che nella persona anziana sono indubbiamente peggio curabili che nel giovane, come l’insufficienza cardiaca, altre ve ne sono, come le forme tumorali maligne, che nell’anziano consentono un più favorevole gestione terapeutica. Ma se l’età avanzata può trarre grande giovamento dalle molte medicine oggi a disposizione del Medico, non si deve mai dimenticare che il loro uso efficiente richiede molta oculatezza nella prescrizione e molta sorveglianza nell’uso.

Gli anziani, sono infatti particolarmente esposti a 3 tipi di pericoli:
1° – prescrizione: la crescente pressione pubblicitaria dell’industria farmaceutica, sia diretta al medico che al pubblico, costituisce un permanente e pericoloso mutamento all’eccessiva prescrizione e all’autoprescrizione, quest’ultima configurandosi il più delle volte come volontario prolungamento (oltre la prescrizione del medico, a volte per settimane, mesi o addirittura anni) dell’uso di farmaci prescritti per curare una determinata malattia.
2° – cumulo dei farmaci: spinti sovente da un’insoddisfatta esigenza di rapporto umano e di protezione, molti anziani ricorrono a due o più medici contemporaneamente, naturalmente all’insaputa l’uno dell’altro, osservando poi scrupolosamente le prescrizioni di tutti.
3° – intolleranza a certi farmaci: questo è un fenomeno che non risparmia l’età avanzata; si deve tener conto di un fatto del tutto particolare: le diminuite capacità dell’organismo possono modificare notevolmente le trasformazioni cui i farmaci vanno incontro una volta assorbiti, la loro distribuzione nei tessuti e la loro escrezione , per cui i loro livelli ematici e la durata della loro azione ( e quindi la tossicità) possono assumere proporzioni ben superiori che negli individui giovani.

LA FUNZIONE DELLO STUDIO
Le difficoltà diagnostiche emergono non soltanto per il verificarsi contemporaneo di due o più specifiche malattie organiche, ma soprattutto per la coesistenza di complesse situazioni psicologiche, familiari e sociali, che complicano l’individuazione e la gestione dei malanni fisici, per cui è necessario nella valutazione dell’anziano in generale e di quello malato in particolare, tener conto dell’ambiente e delle circostanze nell’ambito delle quali egli si trova a vivere.

Alcuni fattori possono consentire una più facile individuazione dei problemi:

  • Età sopra i 70 anni
  • Vita in solitudine
  • Vedovanza recente
  • Invalidità per alterazioni dell’apparato locomotore
  • Recente dimissione dall’ospedale

Lo studio, sensibile a questi problemi, ha predisposto una miniguida con pochi esami cui periodicamente dovrebbero essere sottoposte tutte le persone anziane:

  • esami ematochimici
  • visita cardiologica completa
  • ecografia internistica
  • radiografia del torace
  • moc

Se ritenuti opportuni anche:

  • ecocolordoppler vasi epiaortici
  • visita otorino
  • visita fisiatrica
  • visita neurologica

Le notizie di cui sopra rivestono un carattere generale e non vogliono sostituire i consigli e le prescrizioni del Medico di fiducia.

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