SMETTERE E’ LA PAROLA D’ORDINE

E’ stato calcolato che il 25-30 per cento di tutti i tumori nei Paesi industrializzati è legato a doppio filo col consumo di tabacco.

Qui non si sta parlando dei soli polmoni; le stime dicono che l’incidenza dei carcinomi all’esofago,alla laringe ed alla bocca è attribuibile al consumo di tabacco ( da solo o a braccetto col bicchiere di alcool ),per il 40-60 per cento.

E non solo: la maggior parte dei casi di carcinomi al pancreas e alla vescica ,nonché una piccola percentuale delle leucemie mieloidi,dei carcinomi del fegato,dello stomaco,del collo dell’utero e delle cavità nasali è pure riconducibile alle sigarette.

Ancora: il tasso di mortalità nei fumatori di vecchia data, nella fascia d’età 35-69 anni, è tre volte maggiore rispetto alla popolazione dei non fumatori.

Il messaggio è sempre quello:se tagliamo i ponti con la sigaretta,l’aumentato rischio di sviluppare un tumore causato dal consumo del tabacco diminuisce rapidamente ; un beneficio evidente dopo appena cinque anni dalla sospensione ,che cresce progressivamente col passare degli anni.

Non è il caso ribadire concetti ormai ben radicati: e cioè che il fumo dissesta i polmoni ( broncopneumopatie ostruttive di tipo asmatiforme ed enfisematoso ,malattie che condizionano in maniera assai pesante ed irreversibile la qualità di vita del soggetto), aumenta il rischio di ictus, pesa sul cuore, minaccia la fertilità maschile, anticipa l’epoca della menopausa.

I fumatori nel nostro Paese sono da 10 a 15 milioni,in prevalenza maschi.

Rispetto ad alcuni decenni di anni fa, il fenomeno è complessivamente in diminuzione, il fumo rimane in crescita nel sesso femminile e tra i giovani.

Il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura prevedibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello Mondiale.

Da qui l’importanza strategica del rispetto delle norme di divieto, che trova applicazione non solo nei luoghi di lavoro pubblici ma anche in tutti quelli privati che siano aperti al pubblico.

Smettere, comunque, resta la strada principe: il fumo, infatti, è il principale inquinante dell’aria che respiriamo negli ambienti confinati. Il fumo di sigarette vanta un pessimo primato: il cancro del polmone è la prima causa di morte per tumore nel maschio.

Ma sta capitando qualcosa d’inedito: succede, scorrendo gli ultimi dati sui tumori in Europa, che diminuiscono quelli al seno, all’utero ed allo stomaco, ma per le donne e soltanto per loro, cresce l’ombra del cancro ai polmoni.

Si deve sottolineare un concetto fondamentale:bisogna smettere di chiamare il fumo di sigaretta “vizio”; la dipendenza da fumo di tabacco è una malattia.

L’OMS ha etichettato il tabagismo “una condizione patologica tout court “; per cui, come per tutte le malattie, oltre all’autocontrollo, sarebbe opportuno intraprendere un percorso sanitario per svincolarsi dall’abbraccio tossico della sigaretta.

Esistono centri dedicati per un percorso dissintossicante personalizzato.

Corre obbligo far notare che : in questo periodo di pandemia da Cov-Sars 2, i fumatori potrebbero essere più vulnerabili a contrarre l’infezione rispetto ai non fumatori per almeno due motivi:

1-l’atto stesso del fumo:le dita contaminate e le sigarette possono favorire il passaggio del virus da queste superfici alla bocca.

2-i fumatori,a causa del fumo, possono soffrire di broncopatie croniche ostruttive o enfisematose che favoriscono il rischio di sviluppare forme di malattie gravi come il Covid-19.

Ci auguriamo che queste notizie e riflessioni possano promuovere un momento di rieducazione anti-tabagismo per i fumatori.

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