La steatosi epatica è una vera e propria degenerazione del fegato causata dall’accumulo di trigliceridi negli epatociti; nota più comunemente come “fegato grasso”.

 

Essa è causata da un apporto eccessivo di alcol, carboidrati e lipidi alimentari, o dall’alterata capacità di smaltire i grassi.

 

In genere, la steatosi epatica è reversibile grazie alla dieta ed alla terapia farmacologica, tuttavia, in una percentuale del 5-10% dei casi può evolvere in cirrosi epatica, soprattutto nel caso in cui il soggetto faccia abuso di alcolici.

 

Le cause della steatosi epatica sono molte e possono dare origine alla patologia in maniera autonoma o multifattoriale; le più frequenti sono:

  • 1. Agenti tossici esogeni come molecole “nervine” e farmaci: alcol, fosforo, tetracicline (farmaci antibatterici inibitori della sintesi proteica), tetracloruro di carbonio (solvente per il lavaggio a secco, liquido di raffreddamento e degli estintori ma attualmente in disuso), steroidi anabolizzanti ecc.
  • 2. Obesità e relativa iperalimentazione.
  • 3. Dislipidemie (ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia LDL ecc).
  • 4. Deficit nutrizionale (malnutrizione proteico-energetica che provoca una riduzione delle lipoproteine circolanti; si tratta di una condizione tipica del terzo mondo, dei disagiati, degli alcolisti cronici e dei pazienti psichiatrici).
  • 5. Steatosi gravidica (piuttosto rara ma molto grave e a decorso frequentemente infausto).

In presenza di fegato grasso è quindi importante riequilibrare la propria dieta facendo particolare attenzione all’utilizzo di grassi animali (compresi burro e latticini), carne rossa, margarina, alcol e dolci. Sebbene siano da preferire a quelli animali è bene moderare anche l’utilizzo dei grassi di origine vegetale (olio di oliva, di semi, frutta secca ecc).
Sostituire la carne con il pesce o con i legumi può essere di grande aiuto per la disintossicazione del fegato (a patto che il pesce non contenga, come spesso purtroppo accade, tossine o metalli pesanti).
Ad avvalorare ulteriormente il ruolo della dieta contribuisce l’assenza di una terapia farmacologica specifica (fatta eccezione per quei casi in cui il disturbo è da ricondurre a particolari malattie).
Per potenziare ulteriormente gli effetti benefici di una sana alimentazione si consiglia, come sempre, l’abbinamento ad un regolare programma di attività fisica. Sono particolarmente indicate le discipline sportive di resistenza (nuoto, ciclismo, marcia e corsa).

La sintomatologia della steatosi epatica è piuttosto eterogenea; in primis epatomegalia (ingrossamento del fegato), dolore in sede dell’ipocondrio destro (a destra, sotto le coste), ittero (pigmentazione giallastra della pelle e degli occhi – in stato avanzato) ed infine splenomegalia (ingrossamento della milza).
Dal punto di vista ematico si possono manifestare l’incremento delle transaminasi (enzimi-marker specifici di danno cellulare epatico) e del tempo di protrombina (velocità di coagulazione del sangue influenzata dalle proteine sintetizzate dal fegato; maggior tempo di protrombina = peggior funzionalità del fegato).
La dieta per la remissione della steatosi epatica agisce direttamente sulla rimozione delle cause scatenanti; pertanto, è fondamentale seguire alcune regole di igiene alimentare come terapia nutrizionale:

  • 1. Abolizione dell’alcol e di qualsiasi altro nervino (comprese la caffeina e la teina).
  • 2. Abolizione delle bibite zuccherate e dei dolci in genere.
  • 3. Abolizione dei cibi spazzatura o junk-food.
  • 4. Riduzione drastica dei prodotti contenenti quantità significative di additivi alimentari.
  • 5. Restrizione calorica e conseguente bilancio energetico negativo.
  • 6. Moderazione dell’apporto di glucidi, soprattutto raffinati e/o semplici.
  • 7. Moderazione dell’apporto di grassi, soprattutto saturi.
  • 8. Moderazione dell’apporto di colesterolo.
  • 9. Incremento dell’apporto di fibra alimentare.
  • 10. Incremento dell’apporto di antiossidanti.
  • 11. In caso di iponutrizione/malnutrizione, raggiungimento di 1 grammo di proteine per kg di peso corporeo e della razione vitaminica totale.
  • 12. Promozione di una dieta per depurare il fegato, ovvero: assunzione di buone dosi di acido ascorbico, polifenoli, cinarina (stimolatore della cistifellea) e silimarina (che aumenta la sintesi delle proteine epatiche ed inibisce quella dei mediatori infiammatori e dei radicali liberi).
  • 13. In termini pratici si traduce con: elevata frequenza nel consumo di agrumi, carciofo (contenente cinarina), cardo mariano (silimarina), mela, mirtillo, cavolo ed olio extravergine di oliva crudo (antiossidanti).

Le informazioni di cui sopra rivestono caratteri generali e non vogliono sostituirsi ai consigli e prescrizioni del Medico curante o specialista.

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Dott.sa Pietramala Anna Biologa Nutrizionista
Progetto “Prevenzione è Salute”
Responsabile dr Cosmo Sammarra

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