La tendenza ad ingrassare è un rischio in agguato nei 5 anni che precedono la menopausa e aumenta ancor di più in quelli successivi, quando il pericolo di sviluppare l’obesità, in particolare a livello addominale, è 5 volte più elevato che in altri momenti della vita femminile. Il grasso, oltre a modificare la silhouette, fa scattare un vero e proprio alert salute.

COSA SUCCEDE QUANDO L’ETA’ FERTILE INIZIA A DECLINARE:

Ci si chiede come mai, spesso, senza cambiare la propria dieta, in premenopausa si inizia ad ingrassare? E’ colpa del metabolismo basale che, con l’età, diminuisce. Se si continua a mangiare come prima, le calorie extra si traducono in chili di troppo. All’aumento di peso contribuiscono anche le naturali variazioni della composizione corporea e l’ineluttabile riduzione della massa muscolare, primo motore per la demolizione dei grassi; colpa del progressivo calo di un insieme di ormoni anabolizzanti ( testosterone, Dhea, ormone della crescita e spesso anche della vitamina D, sostanza che favorisce la sintesi di proteine). Le fibre della massa magra diventano più atrofiche ed il grasso riesce ad infiltrarsi anche al loro interno.

A 50 ANNI

A parità di peso, a 50 anni la quota di grasso è in netta avanzata, anche se l’unica variazione che salta agli occhi sono braccia e gambe che diventano più esili, proprio perché i muscoli si asciugano.

A peggiorare le cose alle volte interviene la tiroide che diventa meno efficiente. Sopra i 50 anni i casi di ipotiroidismo sub-clinico sono frequenti perché, anche se gli esami vanno bene, in realtà la ghiandola è bloccata e quindi il metabolismo è più lento.

A volte ad accelerare l’aumento di peso interviene uno sbilanciamento tra estradiolo e progesterone, gli ormoni che scandiscono il ciclo: il primo prevale ed il grasso sottocutaneo tende ad accumularsi sul girovita.

A 60 ANNI

La situazione è destinata a peggiorare, a meno che non si segua una terapia ormonale sostitutiva (anche con ormoni bioidentici di derivazione naturale) che riduce gli effetti del drastico calo degli ormoni sessuali: con meno estrogeni l’adipe si accumula di più sulla pancia e la silhouette può assumere la conformazione a mela, caratteristica dei maschi. Quei rotolini sull’addome, soprattutto quando il girovita supera gli 88 cm sono nemici della salute perché l’adipe addominale avvolge i visceri e da lì riesce a migrare nel sangue, dove facilita la produzione di fattori infiammatori.

Questi aumentano il rischio di malattie degenerative, cardiovascolari, metaboliche (primo fra tutti il diabete), tumori ( quello del seno per esempio) e demenze.

COSA FARE

Ridurre la quantità di calorie giornaliere e farlo sin dalla premenopausa. Questo non vuol dire mettersi a dieta stretta, scelta che rischia di rallentare ulteriormente il metabolismo, già impegnato a resettarsi con il nuovo grado ormonale; basta tagliare 250 calorie al giorno, apportando piccole correzioni alla dieta.

Esempi :

  1. sostituire i frollini della prima colazione con pane integrale tostato ed un velo di marmellata

  2. eliminare dolci e bibite zuccherate che, in menopausa, causano un rapido aumento della glicemia, facilitando la comparsa della resistenza insulinica. Questo fenomeno, oltre ad aprire la porta al diabete tipo 2, gioca a favore dei depositi addominali di grasso.

  3. Bere the e caffè senza zucchero

  4. Ridurre il sale

  5. Mangiare 2 porzioni di carne bianca e una porzione di carne rossa la settimana

  6. Mangiare 2 porzioni di formaggio magro la settimana

  7. Via libera a: pesci, legumi, pane e pasta integrali, riso integrale, frutta e verdura

  8. Attività fisica per 30/ 40 minuti al giorno

E ANCORA

A) occhio al sonno: l’insonnia cala la produzione di leptina (l’interruttore della fame che segnala quando si è sazi) mentre prevale la grelina (ormone che scatena gli attacchi di fame e favorisce le abbuffate)

B) gli sbalzi di umore (legati ad un fisiologico calo della serotonina) possono riflettersi sul peso perché la minor quantità dell’ormone del buonumore (serotonina) innesca il desiderio di gratificarsi con i carboidrati, dolci in primo luogo.

C) non perdere di vista l’equilibrio del microbiota intestinale: i batteri che lo compongono producono sostanze come le endotossine batteriche e gli anti grassi a catena breve che possono influenzare le cellule del fegato, pancreas e tessuto adiposo, interferendo negativamente con il peso.

Gli specialisti dello Studio Sammarra possono interessarsi dei vostri problemi di peso e soprappeso in menopausa.

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