L’infiammazione della vescica (cistite) può presentarsi con sintomi che consigliano associare agli usuali esami (ematochimici- esame urine- esami di diagnostica per immagini) anche l’uroflussometria.
L’uroflussometria è un esame morfo-dinamico semplice, non doloroso, ripetibile, non invasivo, che misura velocità e volume del flusso urinario, utile nell’identificare ostruzioni delle basse vie urinarie o problemi di svuotamento della vescica, che spesso si associano a infezioni ricorrenti.
La cistite, quindi, può non essere la causa dell’ostruzione primaria ma può influenzare la minzione.
L’uroflussometria è un test semplice che registra, in un grafico il flusso urinario, durante la minzione, in uno strumento simile ad un water, per valutare la funzionalità delle basse vie urinarie (vescica, uretra, prostata) e identificare anomalie nello svuotamento.
Quando viene richiesta l’uroflussometria nella cistite:
- Difficoltà ad iniziare la minzione
- Flusso debole o intermittente
- Sensazione di svuotamento incompleto
- Urgenza minzionale
- Incontinenza
- Minzioni frequenti
L’obiettivo della uroflussometria in queste condizioni:
distinguere un problema infettivo (cistite) da un ostacolo meccanico che può causare sintomi simili o per valutare se la cistite sta complicando una situazione preesistente.
Come si svolge l’esame:
- bisogna presentarsi, per effettuare l’esame, a vescica distesa (bere 0.5-1.0 l di acqua non gassata un’ora prima dell’esame) all’ora concordata.
- bisogna urinare in un dispositivo che assomiglia ad un w.c.
- il report mostra parametri minzionali ed andamento della curva flussometrica.
- dopo la minzione un esame ecografico della vescica evidenzia l’eventuale residuo.
Relazione tra cistite ed uroflussometria:
- La cistite è un’infezione, l’uroflussometria valuta un problema meccanico funzionale.
- L’esame aiuta a capire se la difficoltà ad urinare è dovuta all’infiammazione o ad una condizione ostruttiva preesistente, che può favorire l’infezione.
In relazione allo stato della cistite, l’uroflussometria assume ruoli diversi a seconda della fase della patologia:
Cistite acuta:
in presenza di una cistite batterica acuta, l’uroflussometria è generalmente sconsigliata o rimandata per:
- risultati alterati (l’infezione acuta colpisce la mucosa alterando la sensibilità vescicale ed il flusso urinario, rendendo i dati poco sensibili
- il bruciore intenso ed il dolore durante la minzione possono falsare la curva flussometrica
- in fase acuta, ricordiamo che l’esame prioritario è l’urinocoltura, necessaria per identificare il batterio responsabile ed impostare la corretta terapia
In genere l’uroflussometria viene prescritta nelle cistiti ricorrenti o con sospetti di complicanze:
- svuotamento incompleto (presenza di residuo post minzionale che agisce come terreno di coltura per batteri, favorendo altre infezioni)
- ostruzioni (valuta se il flusso è ridotto per ostruzione o barriera fisica)
- disfunzioni, aiuta a distinguere fra una vescica iperattiva e altri problemi di svuotamento
Parametri di riferimento:
Q max uomo ≥ 15/ml al secondo
Q max donna ≥ 20/ml al secondo
Tempo minzione uomo < 30 secondi
Tempo minzione donna < 30 secondi
Residuo post minzionale uomo < 50 ml
Residuo post minzionale donna < 50 ml
Presso lo studio si può prenotare:
Le notizie di cui sopra rivestono caratteri generali e non hanno intenzione di sostituirsi ai consigli e prescrizioni del Medico di fiducia o dello specialista.
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Progetto “Prevenzione è Salute”
Responsabile dr Cosmo Sammarra
