Negli ultimi anni è aumentato il rischio di infarto nei giovani tra i 20 ed i 40 anni; secondo la Federazione Italiana di Cardiologia, in Italia, ogni anno, si registrano circa 1000 morti cardiache improvvise; di questi il 20% ha cause che restano sconosciute, ma per il restante 80% si potrebbe fare molto in termini di prevenzione. I fattori di rischio generici sono aumentati: diabete, obesità, ipertensione e fumo. Problemi cardiaci molto seri possono colpire anche persone giovani apparentemente sane, che fanno sport e conducono uno stile di vita salutare. Questo può accadere per fattori ereditari e non solo.

Fattori genetici:
Le malattie cardiovascolari di origine genetica sono particolarmente subdole perché asintomatiche, cioè non danno segnali della propria presenza:
– La cardiomiopatia dilatativa causa un aumento di volume del ventricolo sinistro associato ad una ridotta capacità di contrarsi e pompare il sangue;
– La Sindrome del QT lungo è un’anomalia degli impulsi elettrici all’origine di ogni battito cardiaco che provoca aritmie ventricolari maligne ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa;
– Una instabilità elettrica del cuore è anche alla base della sindrome di Brugada, difficile da diagnosticare perché latente ed asintomatica.
L’unico modo per scoprire questa predisposizione ereditaria è affidarsi ad esami specifici (analisi genetica) e, all’esito degli stessi, si valuterà se è sufficiente una terapia farmacologia oppure se è necessario un intervento di impianto di un defibrillatore (che può impedire l’arresto cardiaco in caso di aritmie maligne).

Colesterolo e trigliceridi alti:
Il 2% della popolazione ha una predisposizione genetica alla produzione di colesterolo e trigliceridi in eccesso, per cui anche se si esegue una alimentazione corretta e salutare, ci si può trovare con troppi grassi nel sangue; in queste persone, fin da bambini, il colesterolo LDL, quello cattivo, si accumula lungo le pareti dei vasi, restringendone il calibro ed aumentando, quindi, il rischio di formazioni di placche. E’ fondamentale, pertanto, tenere sotto controllo tali valori ed effettuare gli esami concordati, per tipologia e periodicità, con il cardiologo.

Malformazioni sulle coronarie:
Le coronarie, cioè le arterie che irrorano il cuore, possono avere malformazioni congenite che predispongono all’infarto da giovane. Queste anomalie sono quasi sempre asintomatiche, quindi più subdole perché difficili da individuare. Per scoprirle bisognerebbe programmare una coronografia (test invasivo e delicato che richiede un’iniezione di un mezzo di contrasto tramite un catetere e si effettua in regime di ricovero ed in anestesia locale). Ecco perché, se il cardiologo sospetta una malformazione coronarica, suggerirà una Tac cardiaca, altrettanto affidabile, ma meno invasiva. Nel caso di una coronaria occlusa, il paziente verrà sottoposto ad una coronaropatia tradizionale ed una eventuale angioplastica o l’inserimento di uno stent (dispositivo che serve a ripristinare il regolare flusso del sangue).

Le infezioni virali del cuore:
Nella maggior parte dei casi il virus dell’influenza viene sconfitto dal sistema immunitario; talvolta, invece, può provocare un’infiammazione del muscolo cardiaco rendendo il paziente più suscettibile all’insorgenza di aritmie pericolose per la vita. La “miocardite virale, prima causa di morte negli uomini sotto i 40 anni.

I sintomi di questa infezione sono:
– Dolore toracico da qualche giorno;
– Respirazione affannosa da qualche giorno.

In questi casi, oltre all’ecocardiogramma, è necessaria una risonanza magnetica per valutare lo stato di infiammazione del cuore; accertata la miocardite virale si attua una terapia antinfiammatoria mirata. Per morte cardiaca improvvisa in un giovane sano, si intende quella che avviene entro un’ora dalla prima manifestazione dei sintomi.

Presso il nostro studio è possibile effettuare:
– Visita cardiologica
– Elettrocardiogramma
– Ecocardiogramma
– Cardioscreen di prevenzione dell’arresto cardiaco improvviso: screening di 158 geni associati a patologia cardiache ereditarie correlate all’arresto cardiaco improvviso, eseguito mediante tecnica di Next Generation Sequencing, effettuato “in service” presso laboratorio di genetica.

Coordinatore del progetto “Prevenzione è salute”
Dott. Cosmo Sammarra

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