Diabete mellito: nemico silenzioso ed insidioso.

Il Diabete è una patologia cronica che sta assumendo i caratteri di una pandemia.
La malattia è asintomatica e viene scoperta anche dopo anni di silenziosa presenza.
Da qui la necessità di informare per prevenire.
Il nome della malattia è formato da due vocaboli, uno greco (diabetes) e l’altro latino (mellitus). Il primo significa letteralmente “passare attraverso” il secondo “dolce come il miele”. Insieme queste due parole descrivono le caratteristiche più evidenti della comparsa della patologia: il rapido deperimento fisico (la persona diabetica mangia e beve molto eppure continua a dimagrire), e la presenza di zucchero nelle urine (che gli antichi medici riscontravano assaggiandole), causata dalla sua eccessiva concentrazione nel sangue.
Il diabete, infatti, ostacola o rende impossibile il metabolismo del glucosio, cioè dello zucchero ed è provocato dall’incapacità del pancreas di produrre insulina oppure dall’incapacità di alcuni organi di utilizzare adeguatamente l’insulina prodotta.
Se le cellule beta del pancreas non producono insulina si ha il Diabete tipo 1.
Se invece l’insulina viene ancora prodotta ma in quantità insufficiente (insulino-deficienza) o se non è in grado di agire (insulino-resistenza) si ha il diabete di tipo 2.

Campanelli d’allarme:

Chiunque può ammalarsi di diabete, indipendentemente dall’età, dal sesso, dallo stile di vita.
Per questa ragione non bisogna assolutamente sottovalutare questi campanelli d’allarme che caratterizzano la malattia:

a: l’aumento della fame e della sete-
b: il ricorrente bisogno di urinare nell’arco della giornata.
c: rapido calo di peso

A questi sintomi fisici se ne possono aggiungere altri:

d: stanchezza
e: frequenti ed immotivati sbalzi di umore
f: disturbi della vista
g: vertigini

Più subdola è l’insorgenza del diabete tipo 2 che può essere misconosciuta per lungo tempo prima che, attraverso le analisi del sangue, venga diagnosticata o addirittura si manifesti attraverso la comparsa di alcune complicanze.
Ricordiamoci che anche in assenza dei segnali d’allarme è opportuno eseguire il test della glicemia per le persone che hanno superato i 45 anni e per le donne in gravidanza.
Esiste poi una categoria di persone che statisticamente sono più esposte al rischio di diabete e per la quale si impongono i controlli ematochimici: persone in sovrappeso e tutti coloro che hanno un consanguineo di primo grado con il diabete.
Per eventuali chiarimenti o dubbi sul percorso clinico da seguire, il nostro studio è a Vostra disposizione.

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