L’artrosi è un’affezione articolare cronica, degenerativa, progressiva ma NON infiammatoria.

L’artrosi si caratterizza per:

  • Alterazione cartilaginea articolare
  • Formazione di tessuto osseo sub-condrale e dei margini articolari (una sorta di “ossificazione” di alcune sedi tipicamente cartilaginee)

Per quanto l’artrosi si possa definire una malattia degenerativa (ovvero che peggiora progressivamente ed indipendentemente da altri fattori), spesso si accompagna anche a stati flogistici (infiammatori) più o meno intensi.

Sintomi
Chi soffre di artrosi ha una sintomatologia facilmente identificabile: dolore, limitazione funzionale ed atteggiamenti viziosi (errori posturali e di deambulazione) conseguenti alle prime fasi degenerative della cartilagine.

Cause
I fattori predisponenti all’artrosi possono essere diversi:

  • Generali: età (conseguente alterazione del pH del liquido lubrificante articolare detto sinoviale), ereditarietà, squilibrio ormonale (soprattutto degli estrogeni), obesità (per sovraccarico articolare), alterazioni metaboliche degli elettroliti (oligoelementi come il calcio ed il fosforo) ed ambiente (clima, abitudini e lavoro).
  • Locali: distribuzione anomala del carico articolare ed alterazioni di altra natura patologica.

Dieta e Artrosi
Una sana alimentazione ed un corretto stile di vita rappresentano un’azione preventiva contro l’insorgenza dell’artrosi. Consigli alimentari:

  • Innanzitutto, il controllo del peso garantisce, nel lungo termine, la conservazione dell’integrità cartilaginea articolare, la prevenzione degli infortuni e la possibilità di praticare attività fisica regolare. In caso di insorgenza di artrosi conclamata, il controllo del peso riduce al minimo gli attriti articolari e con essi il dolore correlato.
  • La dieta può agire efficacemente anche sul rapporto plasmatico degli elettroliti tra i quali la componente di maggior rilievo è costituita senz’altro dall’equilibrio di calcio e fosforo. Questi due oligoelementi influiscono sulla salubrità scheletrica generale ed il loro metabolismo è coinvolto sia nella sintesi che nel rimodellamento osseo.
  • Per le donne, lo squilibrio ormonale della menopausa rappresenta un ulteriore fattore di rischio; a tal proposito, la terapia ormonale sostitutiva, il consumo di cibi contenenti fitoestrogeni (ad esempio la soia) o l’integrazione alimentare potrebbero costituire un elemento protettivo nei confronti dell’artrosi.
  • E’ importante consumare frequentemente cibi alcalinizzanti quali frutta e verdura (contenenti magnesio Mg) e limitare l’introito proteico alla dose raccomandata ( di 1 grammo per kg di peso corporeo al giorno ) utile al mantenimento dell’omeostasi organica ed alla prevenzione dell’artrosi. Quindi anche gli alimenti carnei hanno un ruolo importante nella dieta per la prevenzione dell’artrosi: i tessuti cartilaginei, in particolare, sono ricchi di glucosamina solfato e condroitina, due nutrienti per la salute articolare ed il miglioramento dei sintomi dell’artrosi.

Consigli pratici:

  • Incrementare il consumo di sostanze nutritive con azione antinfiammatoria , come gli acidi grassi polinsaturi Omega-3, che inibiscono la sintesi dei mediatori dell’infiammazione;
  • Incrementare l’apporto di antiossidanti come le vitamine A, C ed E, ma anche minerali come zinco e selenio, in quanto agiscono contro i radicali liberi e aiutano a contrastare l’infiammazione;
  • Aumentare l’apporto di magnesio con la dieta;
  • Assumere adeguate quantità di calcio per contrastare e prevenire;
  • L’osteoporosi;
  • Assumere buone quantità di vitamina D;
  • Limitare il consumo di sostanze nutritive che favoriscono il processo infiammatorio (per esempio l’acido arachidonico, in quanto viene convertito dall’organismo in prostaglandine infiammatorie e leucotrieni) riducendo gli zuccheri semplici e il consumo complessivo di grassi;
  • Aumentare il consumo di fibra per mantenere una flora intestinale adeguata, in quanto alcuni studi hanno messo in correlazione la disbiosi intestinale con le malattie reumatiche.

Limitare i seguenti cibi:

  • Dolci e dolciumi (es: torte, pasticcini, biscotti, budini, merendine, gelati, caramelle, marmellate, etc.);
  • Frutta sciroppata, candita, mostarda di frutta;
  • Bevande zuccherine e soft drink, come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta , perché contengono naturalmente zucchero (fruttosio) anche se sulla confezione riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”;
  • Zucchero bianco, di canna, miele e dolcificanti in senso lato (es: sciroppi);
  • Condimenti grassi come burro, lardo, strutto, margarine;
  • Insaccati come salsiccia, mortadella, salame, etc.;
  • Alcolici (inclusi vino e birra).

Cosa mangiare?

  • Olio extravergine di oliva , da usare preferibilmente a crudo per condire gli alimenti e dosandolo con il cucchiaio per controllarne la quantità. I nutrienti dell’olio d’oliva (es: grassi monoinsaturi, polinsaturi e vitamina E) possiedono proprietà antinfiammatorie naturali;
  • Pesce (fresco o surgelato), da consumare non meno di due-tre volte alla settimana. Il pesce azzurro (sardine, alici, etc.), in particolare, rappresenta un’ottima fonte di grassi polinsaturi Omega-3. Altri pesci molto ricchi di Omega-3 sono salmone, sgombro, tonno, trota, aringa e i loro oli derivati;
  • Frutta secca a guscio, in particolare noci, mandorle e semi oleosi quali semi di lino, canapa, etc. Anche questi alimenti rappresentano una fonte importantissima di Omega-3, tuttavia, a causa del loro elevato apporto calorico, se ne raccomanda un consumo anche quotidiano ma sempre controllato (es: 3 noci al giorno );
  • Formaggi magri (robiola, crescenza, primo sale, etc.),grana;
  • Legumi come lenticchie , fagioli, ceci, fave, etc., in quanto apportano molti sali minerali e fibre insolubili;
  • Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti (almeno una a ogni pasto) per l’importante apporto di vitamine, sali minerali, antiossidanti e fibre. Cercare di variare il più possibile la qualità (quindi i colori) dei vegetali, scegliendo possibilmente quelli di stagione, per garantire una maggiore scorta di questi nutrienti efficaci contro l’infiammazione. Inoltre, il contenuto di fibra è molto utile per mantenere una corretta flora batterica intestinale. Buone quantità di magnesio si possono trovare in carciofi, zucchine, broccoli, cavolo e cavolfiore;
  • Frutta fresca (due-tre porzioni al giorno), in quanto rappresenta, insieme alle verdure, la maggiore fonte di antiossidanti, vitamine, minerali e fibre. Variare il più possibile il colore e la qualità dei frutti per garantire un maggiore apporto di tutti i nutrienti in grado di inibire l’azione dell’acido arachidonico e prevenire i danni causati dai radicali liberi. Consigliato il consumo della buccia per mantenere intatti tutti i nutrienti, naturalmente se commestibile e dopo averla lavata bene con acqua corrente;
  • Pane, pasta, riso, farro, orzo ed altri tipi di carboidrati complessi, meglio se derivati da farine integrali . I cereali integrali, grazie alla loro particolare composizione chimica, aumentano gli apporti di fibra e riducono il picco glicemico. L’insulina prodotta in risposta al picco glicemico aumenta la produzione di eicosanoidi, cioè derivati dell’acido arachidonico. Attenzione quindi a riso brillato, farina di riso e cereali raffinati in genere (es: pane bianco comune, fette biscottate, cracker, grissini, etc.) perché possiedono un maggiore indice glicemico e sono da consumare in piccole quantità;
  • Carni bianche (pollo, tacchino, coniglio;
  • La carne è un’ottima fonte di ferro, minerale importante nel trattamento delle malattie reumatiche in quanto spesso possono portare anche ad anemia;
  • Spezie ed erbe aromatiche per insaporire le pietanze (anche al posto del sale). Tra le spezie, la curcuma sembra possedere delle proprietà antinfiammatorie discretamente utili nelle prime fasi della malattia reumatica.

Consigli pratici:
Praticare attività fisica costante! È opportuno rivolgersi ad uno specialista in Scienze Motorie per verificare quale attività sia più consona al proprio stato di salute e mobilità articolare: aerobica, esercizi a corpo libero e/o in acqua, etc. In generale, l’attività aerobica (camminare, pedalare, nuotare, etc.) praticata per un minimo di 150 minuti a settimana – ottimali 300 – ed esercizi di tonificazione muscolare praticati con metodo e regolarità contribuiscono a migliorare la funzionalità delle articolazioni e a controllare il peso. Inoltre, è consigliabile imparare la corretta postura dei vari movimenti quotidiani, come sollevare pesi, stare seduti davanti al computer, etc., per non arrecare danni alle articolazioni e ai muscoli, ma sottoporli al minimo sforzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *